Le poesie di Alessia Biasiolo
Dalla raccolta "Per un tolino in più"
Comprerei la luna.
Se avessi il denaro,
se avessi il potere.
Comprerei la luna,
per farmene un regalo,
per donarla agli angeli
che la portino dentro al cuore
di chi non la vede, di chi non la sa.
Comprerei la luna.
Per rubarne la luce,
per sentirne il calore
annegando in un cratere
come fosse il bacino
di ogni amore, di ogni sogno.
Comprerei la luna
in fondo
per rimetterla là
dove gli amanti l'aspettano
per farne un'icona
del loro sentire.
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Tre soldi per la mia opera
vi prego
solo tre soldi.
Uno per la passione
Uno per l'amore
Uno per la perseveranza.
Per avere ancora
Passione
Amore
Perseveranza.
Per avere la forza
di non sentire
chi dice di fermarsi.
Per avere la forza di osare
superarmi e camminare.
Tre soldi per la mia opera
vi prego
solo tre soldi.
E un po' di comprensione
ogni tanto.
Potrebbe sembrare alla prima lettura questa raccolta di versi della torinese, residente a Brescia, "Per un tolino in più" un testo superficiale, ironico, scherzoso.
E invece approfondendo ci si avvede che il libro ha un suo preciso particolare, un suo scopo e risponde a una concreta idea di poesia, è fatto di autentica vocazione poetica.
Le radici di Alessia affondano nel disagio del notare con amarezza e disgusto che il mondo va a rotoli e l'uomo ha disertato gli ideali per donarsi a feticci.
Sin dall'inizio questo libro ha come significati reconditi lo svuotamento della passione e l'interesse all'interiorità contro i tolini (in bresciano "tolino" è il soldo).
La Biasiolo al fondo di una condizione blasfema a tratti, e finanche divertente, accenna a una condizione negativa di disagio esistenziale e sembra che ci voglia ammonire al pari del grande poeta anglo-americano Auden che "solo il poeta con una aratura di poesia trasforma in vigneto la maledizione" ora "che l'uomo pianta chiodi nell'uomo" (Stephen Spender).
Mondo intenzionale e mondo espressivo stanno in perfetta sinergia, esterno e interno danno la musica e il verso non si esaurisce nel suo momento acustico.
La poesia non ha un preciso significato, è una sorta di piacere che si manifesta in diverse sfumature e colorazioni.
A nostro avviso la poesia di Alessia è specchio di una coscienza adamantina che non teme di circondare di disgusto l'amara realtà in cui l'uomo di oggi è immerso, il che sta a significare l'importanza, la grandezza, la verità della poesia.
Corriamo incoscienti verso Iosafat, non ci spaventa Caronte che ci traghetta, l'apparir è tutto e l'essere non conta più.
Solo la poesia ci salva, solo la poesia indica vie soteriologiche.
C'è nella Biasiolo il coraggio di esorcizzare la morte e la conseguente angoscia, c'è l'ardore con la paronomasia delle parole di gridare dell'omuncolo di oggi "marcia pur sicuro verso la tua condanna", "Cristo offeso e ignorato piange, tu corri dritto e sicuro verso la tua condanna e non avrai più tempo…".
Libro dal fascino non subitaneo ma profondo da considerare una navetta della nostra poesia.
Salvatore Arcidiacono
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Da "Maestri di… scuola"
Inerpicata sui muri
la storia di antiche gesta;
smerlettano favole
le pietre del tempo
mentre novelli cavalieri
rincorrono sogni di fate
e i cancelli
dei castelli umani
barricano le emozioni
affinché i pensieri
non le raggiungano.
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Come annegare
nel mare di buganville
che abbracciano i muri
come se fossero
l'unico amante possibile!
I pertugi nel muro,
una porta e una finestra,
chiudono orizzonti
e aprono confini
allo stesso tempo
a cascate di colori
che popolano l'estate
di meraviglia:
sono rosa, viola e rosse
riempiono gli occhi di colore
ricordando che non sono i muri
il panorama dell'uomo.
Un numero civico
non può circoscrivere
che un punto di partenza.
Mai un arrivo.
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Se per dispiegare le ali
devo avere una zampa sola
che sia!
Pur di non tradire
la ragione della mia esistenza.
Se per dispiegare le ali
devo sbadigliare dinanzi al sole
che sia!
Pur che l'alba sia di nuova luce
per la mia umile presenza.
Se per dispiegare le ali
devo librarmi nell'aria rarefatta
dove non sono riconosciuti i cigni
sia!
Il sapore della libertà
sarà ancora più intenso
e il respiro diventerà voluta di spirito
capace di volteggiare
nell'immenso.
Tra le tue mani.
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Cassandra
Il depositario della verità
fa sempre paura:
centellinando i giorni
ha costellato il tempo
di saggezza
che è più comodo bruciare
che raggiungere.
Le sorelle delle magie
celano
oggi come allora
il segreto della consapevolezza
nel silenzio dei loro sguardi,
profondità scure su volti bianchi,
pronte ad essere oracolo,
pronte al sacrificio
per offrire certezze.
La mano che ne traccia il volto
sa accompagnare il pensiero
nel mistero
quando erompe dal simulacro
l'eternità delle scritture.
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Leggi la mia mano
e dimmi tutte le verità
che vorrei sentire:
i lunghi solchi
tracciati nel mio palmo
portano appresso
la conoscenza
che solo tu sai
e che forse non svelerai
neanche per una manciata
di monete.
Leggi la mia mano, dai!
Portami per mano
lungo i solchi della mia mano
e dimmi a che incrocio attraversare,
che svolta preferire.
Leggi la mia mano, per favore,
ma sottovoce,
come si fa con i bambini
e le favole
affinché non si sveglino
e perché trovino
nei sogni
la lampada più luminosa
accesa dalla tua voce.
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Ci guardano Pierrot!
Stanno guardando le mie pezze,
stanno osservando la tua lacrima,
ridono dei miei pomelli rossi
invidiano il bianco del tuo abito.
Che dici? Mi muovo?
No, piccolo Clown,
lasciali soli.
Devono guardare
riso e pianto
colore e buio
senza bisogno di aiuto.
Stiamo qui, noi due,
nessuno ci bada,
se serviamo sanno dove trovarci.
Come la Poesia.
Quando occorre è necessaria,
altrimenti resta chiusa
nel cassetto dei ricordi.
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La strada dei miei pensieri
mi porta ogni volta
in un posto nuovo.
Non so come si chiama,
ma mi piace osservarlo.
Può essere un pertugio
tra le case,
lastricato della pazienza del tempo
che ha posto sasso su sasso
per tracciarmi il percorso
e per costruire le case.
La strada dei miei pensieri
mi fa immaginare
coloro che hanno per me
speso il loro tempo,
come un pittore
che in punta di pennello
ha dipinto il quadro
dove sono stata
nel sonno
dei miei incontri con le idee.
La strada dei miei pensieri
forse non costruisce niente
perché la carta brucia in fretta,
ma dalla cenere
Fenice ha lasciato il mito
unico
di cui gli Uomini hanno bisogno
anche ora che se ne sono
scordati.
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C'è sempre
uno specchio d'acqua
al quale affacciarsi
come salici
che giocano
ad essere Narcisi
per il lasso di spazio
concesso dalla Vita.
Quel tocco di azzurro
che vorremmo stringere
e che diventa rivoli
tra le dita.
Ogni goccia
non sa che può
essere importante
per formare,
nella mente,
un lago
dove affondare
per cercare nella rena
un tesoro
che sia la libertà
senza peso.
Sembra inutile
il panorama intorno
eppure gli occhi
se ne riempiono
desiderosi,
e se il cuore è leggiadro
trova nella staccionata
posta quasi per caso
l'approdo dei tempi sommersi.
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Inonda il viso
di chiarore
la luna dei miei pensieri:
quella che tace
al dolore umano,
quella che parla
al cuore degli innamorati;
quella che illumina
il cammino degli strampalati
solo perché non cadano
nella voragine
della loro assurdità;
quella che dipingo
con i miei occhi incantati
se seguo con lo sguardo
il gioco delle stelle
per impossessarmi
dei dadi dell'eternità.

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