|
Alessia Biasiolo
STATI
EMOZIONALI IN BAMBINI SIEROPOSITIVI
TESI DI LAUREA in Pedagogia
presso l'Università degli Studi di Verona, Facoltà di Magistero
Relatore prof. Emilio Tiberi
Anno accademico 1993/94
LA RICERCA
SCOPO DELLA RICERCA
Scopo della
ricerca è mettere a fuoco il pattern emozionale dei bambini sieropositivi o
malati di AIDS, per verificare se la loro condizione di malati cronici, oppure
la loro periodica condizione di ospedalizzati, incide sul quadro emozionale
globale che manifestano.
Allo stesso tempo
la ricerca vuole verificare se, e come, è la condizione familiare spesso
traumatica vissuta dai bambini sieropositivi o malati di AIDS ad incidere
maggiormente sul loro stato emozionale.
IPOTESI DELLA RICERCA
Per condurre la
presente ricerca si è ipotizzato che i bambini sieropositivi, in virtù
dell'infezione particolarmente grave che affligge il loro sistema immunitario,
manifestino un quadro emozionale diverso da quello dei bambini non affetti dalla
patologia da HIV. Che la diversità del quadro emozionale si manifesti con
durata inferiore delle emozioni 'positive' quali interesse e gioia e superiore
delle emozioni 'negative', quali tristezza e dolore, rispetto ai bambini sani.
Che il periodico ricovero nei reparti del Day Hospital incida sulle
manifestazioni emozionali dei soggetti sieropositivi causando una diversità di
durata delle manifestazioni emozionali in virtù dell'abitudinarietà del
ricovero.
Allo stesso tempo
la ricerca ipotizzava una rappresentazione di sé del bambino sieropositivo come
malato ed una rappresentazione sofferta della famiglia, volendo verificare se la
manifestazione di un quadro emozionale 'negativo' dei piccoli sieropositivi era
dovuta all'ambiente traumatico nel quale si trovano a vivere più che allo
scompenso immunitario creato dall'infezione dalla quale sono colpiti.
LA RICERCA
La ricerca si è
svolta presso la Clinica Pediatrica dell'Ospedale Civile di Brescia diretta dal
prof. Alberto Ugazio, coadiuvato da un'equipe di pediatri, neuropsichiatri,
psicologi, assistenti sociali.
I soggetti scelti
per lo studio (gruppo sperimentale: g.s.) sono sette bambini sieropositivi o in
AIDS conclamata regolarmente frequentanti il Day Hospital e cinque bambini
seguiti dal Centro per le Immunodeficienze Materno-Infantili di Brescia -CIDMI-
(gruppo di controllo: g.c.) nati sieropositivi e negativizzatisi entro il
diciottesimo mese di vita.
I bambini del
CIDMI sono stati scelti come campione di controllo in quanto appartenenti a
nuclei familiari a rischio come quelli dei bambini del Day Hospital, di età
cronologica comparabile, nati nella medesima condizione di HIV+, ma senza il
vissuto di malattia che caratterizza i bambini dello studio.
Sei bambini del
g.s. frequentano il Day Hospital ad intervalli regolari di venti giorni, mentre
uno di essi, per un peggioramento improvviso delle sue condizioni di salute, ha
ravvicinato trattamenti e ricoveri. Durante le mattinate passate in Day
Hospital, i bambini vengono sottoposti alle visite di routine e alle
somministrazioni per via endovenosa (infusioni) di farmaci. I bambini del g.c.,
invece, vengono visitati ogni tre-sei mesi e per loro non si rende necessaria
l'infusione.
Mediamente i
bambini del g.s. trascorrono in Day Hospital tutta la mattinata. I bambini del
g.c. vi restano, invece, mediamente un'ora, due al massimo.
I bambini del g.s.
trascorrono il loro tempo quasi sempre in una stanzetta dipinta con colori
tenui, dal grigio al verde al giallo, con una finestra, un letto, delle sedie,
un carrello porta-medicinali. Essi sono sdraiati o seduti per la maggior parte
del tempo sul letto dovendo essere sottoposti alla fleboclisi, posizionata di
solito al braccio, e possono muoversi quel tanto che basta per scrivere,
disegnare, giocare. Sono assistiti da uno o più familiari che restano per la
maggior parte del tempo nella stanza. Nel reparto lavorano, oltre al personale
infermieristico e medico, delle 'maestre di gioco' che aiutano i bambini nei
giochi o li inventano per loro e talvolta delle volontarie appositamente
preparate per questo genere di assistenza.
I bambini del g.c.
trascorrono il loro tempo in ospedale, invece, tra sala d'aspetto e le visite
negli ambulatori; si possono muovere con assoluta libertà, scegliendo i giochi
desiderati spontaneamente senza attendere che una maestra li porti loro; possono
saltare e giocare usando liberamente tutti e quattro gli arti. Sono anch'essi
accompagnati dai familiari.
Per arrivare a
circoscrivere le emozioni prevalenti dei bambini del g.s., ho trascorso con loro
parecchio tempo durante il periodo dell'infusione, osservandoli in modo da
evidenziarne ed annotarne lo stato emozionale. Durante le mie osservazioni i
bambini erano sottoposti, oltre che al trattamento endovenoso, a visita medica,
oppure giocavano o disegnavano; quindi ho annotato il loro stato emozionale
mantenendo inalterate le condizioni nelle quali normalmente si trovano. Durante
i momenti nei quali desideravano disegnare, dopo che ero diventata loro amica
per avermi vista più volte, chiedevo loro di disegnarmi una figura umana o una
famiglia, perciò mi è stato possibile anche raccogliere questi due test.
Parlando con loro non solo mi è stato possibile instaurare un clima di amicizia
e di complicità nei giochi, ma anche conoscere il pensiero dei bambini sulla
loro rappresentazione di sé; i colloqui, sia con i piccoli che con i loro
familiari, mi hanno dato informazioni sufficienti per completare la Scala
Vineland di Maturità Sociale.
Con i bambini del
g.c. ho trascorso gli intervalli di tempo tra le visite osservandoli allo stesso
modo del g.s. e raccogliendo notizie e disegni. Con loro ho trascorso meno tempo
in quanto la loro permanenza nel reparto non era protratta come quella dei
bambini del g.s. né così frequente, tuttavia l'annotazione dello stato
emozionale è stata sufficiente per i confronti tra campioni che mi
necessitavano.
L'approccio con i
bambini dei due campioni è stato sereno e normale: io ero una persona che
teneva loro compagnia e giocava con loro.
L'aiuto fornitomi
dall'equipe del Day Hospital, ogni dato da essa fornitomi e ogni dato da me
raccolto, le modalità di frequenza da parte mia dei reparti, la mia
partecipazione alle riunioni di routine, hanno seguito ogni regola per mantenere
e tutelare la più assoluta riservatezza non solo dei bambini e delle famiglie
del campione, ma anche di tutti coloro che frequentano regolarmente il reparto
stesso.
I METODI
Il metodo usato
per condurre la ricerca è stato quello dell'osservatrice partecipante non
potendo fare uso nel Day Hospital di videocamere per ragioni di riservatezza e
per lo spazio ristretto nel quale l'osservazione aveva luogo. La mia presenza
nelle stanzette nelle quali i bambini del g.s. trascorrevano il loro tempo, o
nelle sale d'attesa nelle quali sostavano i bambini del g.c., non doveva causare
cambiamenti particolari per i bambini stessi allo scopo di mantenere inalterate
le condizioni reali che nel Day Hospital i bambini vivono. Unico strumento del
quale mi sono avvalsa, un cronometro da polso per la registrazione dei tempi di
reazione emotiva, manifestata da cambiamenti della mimica facciale dei bambini.
I dati venivano registrati su dei fogli uguali a quelli usati dai soggetti per
disegnare, ai quali i bambini erano abituati perché li tenevo sempre in una
cartellina assieme ai fogli ed alle matite che davo loro per i disegni. Ogni mio
movimento era attentamente osservato dai bambini e quindi la registrazione dei
tempi e delle modalità di espressione mimica delle emozioni avveniva solo
quando essi non dimostravano di voler sapere cosa stessi scrivendo o
'disegnando', come dicevo loro, per tenergli compagnia, sempre allo scopo di non
indurre loro atteggiamenti diversi da quelli che avrebbero avuto normalmente.
Il metodo usato
per il riconoscimento delle emozioni dei bambini è stato l'Affex messo a
punto da Izard (op. cit.) in quanto particolarmente indicato per questo tipo di
osservazioni. Molto preciso nel fornire i dettagli mimici da osservare, infatti,
non perde di valore scientifico se utilizzato senza l'ausilio delle
attrezzature. Il metodo di osservazione è stato quindi messo a punto seguendo
le indicazioni di Izard e supportato da un attento studio dei metodi di
osservazione etologica utilizzati nel caso dei bambini particolarmente da
W.C.McGrew (1980).
Le osservazioni
utili per la ricerca duravano tre minuti nell'arco dei quali registravo i
cambiamenti nella mimica facciale per poter isolare le singole emozioni
manifestate dai soggetti e la durata dei cambiamenti stessi. Le osservazioni
sono state effettuate durante le normali attività dei bambini ed organizzate in
modo da poter essere confrontate come se i bambini fossero stati sottoposti a
stimoli diversi, così suddivisi:
stimolo 01: arrivo
osservatore/persona d'affido presente;
stimolo 02:
osservatore presente/persona d'affido assente;
stimolo 03:
osservatore presente/persona d'affido tornata;
stimolo 04: visita
medica;
stimolo 05:
osservazione dei bambini senza flebo;
stimolo 06:
medicazione o somministrazione di farmaci;
stimolo 07: gioco
solo - con flebo;
stimolo 08: gioco
con persona d'affido - con flebo;
stimolo 09: gioco
con osservatore - con flebo;
stimolo 10: gioco
solo senza flebo;
stimolo 11: gioco
con persona d'affido - senza flebo;
stimolo 12: gioco
con osservatore - senza flebo.
L'arrivo
dell'osservatore costituiva un diversivo per i bambini, quindi è stata valutata
la durata della loro reazione emozionale per verificare se essa variava rispetto
a quando l'osservatore non c'era.
La verifica della
manifestazione emozionale in presenza ed in assenza della persona d'affido,
voleva verificare se essa era più in relazione all'ambiente o al rapporto con i
familiari. Le osservazioni durante la visita medica o la somministrazione di
farmaci e della manifestazione emozionale senza flebo dei bambini del g.s.,
volevano verificare la reazione emotiva dei bambini ad un aspetto della loro
affezione.
Mentre la
condizione di gioco con o senza flebo, in presenza della persona d'affido o
dell'osservatore o da solo (osservazioni effettuate da oltre il limite della
porta della stanza di ricovero), volevano verificare se la relazione emozionale
era imputabile solo, o meno, all'impedimento motorio dei soggetti osservati.
In tal modo sono
state rispettate le direttive proprie dell'Affex di Izard, studiato per
poter mettere in risalto i cambiamenti di mimica facciale in situazioni-stimolo
diverse.
Base della ricerca
è stata anche l'ecologia psicologica di Kurt Lewin e dei suoi seguaci Barker e
Wright (Baldwin A.L., 1975) perché essa è stata elaborata allo scopo di
focalizzare l'attenzione sull'ambiente totale dell'organismo, descrivendolo in
termini pertinenti all'organismo stesso. Le osservazioni dei ricercatori
suddetti avvenivano nell'ambiente di vita usuale del bambino e non erano
forzatamente standardizzate per eliminare variabili poco controllabili:
esattamente le condizioni nelle quali ho osservato i bambini nell'ambiente
ospedaliero.
Per rapportarmi
con i soggetti dei due campioni, mi sono basata sulle tecniche di comunicazione
con i bambini messe a punto da Jean Piaget (1966) allo scopo di parlare con loro
senza interferire sul normale processo cognitivo ed indurre, di conseguenza, sia
risposte verbali che mimiche volte a soddisfare l'osservatore più che
esprimenti le reali sensazioni ed emozioni dei bambini stessi.
IL CAMPIONE
Il numero dei
soggetti scelto per la ricerca, pur se la Clinica Pediatrica dell'Ospedale
Civile di Brescia registra e segue un alto numero di bambini nati sieropositivi
(141) in città e provincia, risulta esiguo per validi motivi. Innanzi tutto
perché, fortunatamente, un gran numero di soggetti nati sieropositivi, entro i
diciotto mesi di vita manifesta la sieroconversione.
In secondo luogo,
perché alcune famiglie chiedono l'assoluta riservatezza all'equipe che segue i
bambini sieropositivi limitando di conseguenza il mio accesso nel reparto alle
giornate di visita medica durante le quali i loro figli non erano presenti. Non
da ultimo il fatto che la scelta del gruppo di controllo doveva cadere su
bambini appartenenti a nuclei familiari simili a quelli dei sieropositivi per
poter confrontare adeguatamente l'effetto della malattia sui soggetti del g.s.
I due gruppi così
scelti risultano quindi composti da bambini provenienti da famiglie con lo
stesso tipo di rischio da HIV, con una composizione molto simile, con i soggetti
di un'età comparabile. Anche questo aspetto è stato attentamente valutato
prima di scegliere dei bambini da includere nei gruppi. Infatti, fino ai sei
anni circa, la frequenza dei bambini negativizzatisi alle visite di routine
proposte dal CIDMI è abbastanza regolare; poi diventa più facile che i
genitori si convincano che i loro figli non corrono pericoli di salute
successivi alla presenza di anticorpi anti-HIV al momento della nascita nei
bambini e quindi decidano di sospendere le visite di controllo. Anche perché
diventa sempre più complesso giustificare al bambino il motivo delle sue visite
che non riscontra nei suoi amici e compagni. Dunque i soggetti della mia ricerca
sono stati scelti dal gruppo esiguo di bambini rimasto, gruppo tuttavia casuale
e rappresentativo della popolazione dei bambini sieropositivi o sieroconvertiti.
Per le ragioni
descritte, non è risultato possibile scegliere per il g.c. lo stesso numero di
bambini del g.s., perciò ho deciso di mantenere i due gruppi l'uno di sette
bambini e l'altro di cinque, calcolando, per descriverli, la proporzione dei
dati tra i due. La scelta del campione è comunque avvenuta nel più stretto
riserbo, di concerto con la psicologa del Day Hospital che mi ha fornito i dati
necessari a descrivere il campione stesso.
Per le loro
piccole dimensioni, ho preferito indicare i due gruppi con le lettere minuscole
(g.s. per il gruppo sperimentale e g.c. per il gruppo di controllo).
I campioni della
ricerca erano ripartiti come illustrato in Tab.13: il g.s. era costituito da
quattro maschi e da tre femmine, mentre il g.c. era costituito da due maschi e
da tre femmine.
Tab.13
COMPOSIZIONE DEI GRUPPI
DI RICERCA
|
|
g.s.*
|
g.c.*
|
|
MASCHI
|
4
|
2
|
|
FEMMINE
|
3
|
3
|
|
(*gruppo
sperimentale;gruppo di controllo) |
La Tab.14 riporta
la suddivisione dei soggetti a seconda dell'età cronologica espressa in mesi;
per i soggetti del g.s. sono riportate le età cronologiche della prima e
dell'ultima osservazione avvenute nell'arco di tempo in cui si è svolta la
ricerca.
Tab.14
ETA' CRONOLOGICA DEI
SOGGETTI DELLA RICERCA
|
g.s.* |
g.s.* |
g.c* |
|
prima osservazione
|
ultima osservazione
|
|
|
5 anni - 5 mesi
|
6 anni
|
|
|
6 anni - 2 mesi
|
6 anni - 9 mesi
|
6 anni
|
|
3 anni - 8 mesi
|
4 anni - 3 mesi
|
|
|
4 anni - 11 mesi
|
5 anni - 6 mesi
|
5 anni-1 mese
|
|
3 anni - 8 mesi
|
5 anni - 6 mesi
|
4 anni-3 mesi
|
|
4 anni - 11 mesi
|
5 anni - 6 mesi
|
5 anni
|
|
2 anni - 9 mesi
|
3 anni - 4 mesi
|
3 anni -5mesi
|
|
(*gruppo
sperimentale;gruppo di controllo) |
La sieropositivà
si riscontra in misura minore nei padri dei bambini del g.s. rispetto alle madri
tutte sieropositive, alcune delle quali già decedute per AIDS. Padri e madri
dei bambini del g.c. sono tutti in vita; solo in un caso si è riscontrata la
sieropositività del padre, mentre tutte le madri sono sieropositive (Tab.15).
Tab.15
CONDIZIONI DEI GENITORI
DEI BAMBINI DELLA RICERCA
|
gs*
|
|
|
|
|
|
|
IN VITA |
DECEDUTI |
HIV+ |
HIV- |
|
PADRE
|
1
|
0
|
0.83
|
0.17
|
|
MADRE
|
0.72
|
0.28
|
1
|
0
|
|
g.c.*
|
|
|
|
|
|
PADRE
|
1
|
0
|
0.8
|
0.2
|
|
MADRE
|
1
|
0
|
1
|
0
|
|
(*gruppo
sperimentale *gruppo di controllo) |
Prevalentemente la
causa della sieropositività dei genitori è la tossicodipendenza come
schematizzato in Tab.16.
Tab.16
CAUSA DELLA SIEROPOSITIVITA' DEI GENITORI DEI SOGGETTI DELLA RICERCA
TOSSICODIPENDENZA E.V. RAPPORTO
SESSUALE
|
|
TOSSICODIPENDENZA
E.V.
|
RAPPORTO
SESSUALE
|
|
g.s.*
|
0.85 |
0.14 |
|
g.c.*
|
0.8 |
0.2 |
|
(gruppo
sperimentale*; *gruppo di controllo) |
In proporzione
0.142 genitori dei bambini del g.s. sono malati di AIDS sintomatici mentre 0.85
non presenta sintomi di malattia. Nessuno dei genitori del g.c. è malato di
AIDS. Tutti i bambini dei campioni hanno contratto la sieropositività
verticalmente.
I bambini del g.s.
sono affidati legalmente ai genitori (0.285); alla madre (0.285); ad una zia
(0.428).
I bambini del g.c.
sono affidati legalmente ai genitori (0.6) o alla madre (0.4). Tra parentesi
sono riportate le proporzioni che permettono il confronto tra i campioni.
0.285 bambini del
g.s. hanno fratelli mentre 0.7 sono figli unici; nel g.c. 0.2 bambini hanno
fratelli mentre 0.8 sono figli unici.
0.57 bambini del
g.s. e 0.6 del g.c. hanno i nonni presenti nel nucleo familiare.
Per quanto
riguarda i luoghi di vita dei bambini, sono così ripartiti (Tab.17):
Tab.17
LUOGHI DI VITA DEI
BAMBINI DELLA RICERCA
|
|
CITTA'
|
PROVINCIA
|
|
g.s*
|
0.28 |
0.71 |
|
g.c.*
|
0.4 |
0.6 |
|
(gruppo
sperimentale*; *gruppo di controllo) |
0.14 bambini del
g.s. vivono in una comunità terapeutica e 0.86 in un'abitazione privata; tutti
i bambini del g.c. abitano in una casa privata.
Nessuno dei
soggetti può essere definito appartenente ad un ceto sociale elevato: 0.71
bambini del g.s. appartengono ad un ceto sociale basso, mentre 0.28 ad un ceto
sociale medio. 0.8 bambini del g.c. appartengono ad un ceto sociale basso e 0.2
ad uno medio.
Di seguito la
suddivisione delle attività dei soggetti all'inizio della ricerca (Tab.18):
Tab.18
ATTIVITA' DEI BAMBINI
ALL'INIZIO DELLA RICERCA
|
|
CASA
|
SCUOLA
MATERNA
|
|
g.s.*
|
0.57
|
0.42
|
|
g.c.*
|
0
|
1
|
|
(gruppo sperimentale*;
*gruppo di controllo) |
ed alla fine della ricerca
(Tab.19):
Tab.19
ATTIVITA' DEI BAMBINI
ALLA FINE DELLA RICERCA
|
|
CASA
|
SCUOLA
MATERNA
|
SCUOLA
ELEMENTARE
|
|
g.s.*
|
0.28
|
0.42
|
0.28
|
|
g.c.*
|
0
|
0.8
|
0.2
|
|
(gruppo
sperimentale*; *gruppo di controllo) |
Le condizioni di
salute dei soggetti del g.s., relativamente all'infezione da HIV, erano quelle
evidenziate in Tab.20 secondo i dati forniti dall'equipe medica che segue i
soggetti stessi. Le lettere dell'alfabeto indicano le patologie alle quali i
soggetti sono andati incontro ed il tasso immunoglobulinico rilevato.
Tab.20
CONDIZIONE DI SALUTE
DEI BAMBINI DEL GRUPPO SPERIMENTALE
NUMERO DI SOGGETTI STATO CLINICO
|
NUMERO DI
SOGGETTI
|
STATO
CLINICO
|
|
3
|
p2a Ig2
|
|
1
|
p2abd
1f Ig2
|
|
2
|
p1b Ig2
|
|
1
|
p1b
p1a Ig2
|
L'equipe sanitaria
mi ha fornito anche i dati clinici maggiormente pertinenti al sistema
immunitario (conta leucocitaria ed immunoglobulinica) relativi al periodo
dell'osservazione.
I bambini di
entrambi i gruppi venivano sottoposti alle analisi del sangue prima della mia
osservazione, quindi i valori dei parametri biologici riportati sono da
ritenersi strettamente legati all'osservazione del comportamento emozionale
effettuata.
La Tab.21
evidenzia il peso dei bambini presi in osservazione, espresso in centili secondo
gli standard internazionali, sia dei bambini del g.s. che dei bambini del g.c.;
per i bambini del g.s. sono riportati i valori relativi alla prima ed all'ultima
osservazione del pattern emozionale rilevato, permettendo di seguirne lo
sviluppo fisico durante l'arco di tempo richiesto dall'osservazione e di
riferirlo alle condizioni d'infezione da HIV.
Tab.21
PESO DEI BAMBINI
OSSERVATI (espresso in centili)
|
g.s*
|
g.s.*
|
g.c.*
|
|
prima
osservazione
|
ultima
osservazione
|
|
|
75°
|
90°
|
90°
|
|
50°-75°
|
75° - 90°
|
25° - 50°
|
|
3° - 10°
|
10°
|
50° - 75°
|
|
25°
|
25°
|
50° - 75°
|
|
25°
|
10° - 25°
|
97°
|
|
3° - 10°
|
3° - 10°
|
|
|
25°
|
10° - 25°
|
|
|
(gruppo
sperimentale*; *gruppo di controllo) |
La Tab. 22 riporta
l'altezza dei bambini osservati espressa in centili. Anche l'altezza dei bambini
del g.s. è espressa in due valori: uno riferito alla prima osservazione e
l'altro all'ultima.
Tab.22
ALTEZZA DEI BAMBINI
OSSERVATI (espressa in centili)
|
g.s* |
g.s*
|
g.c.*
|
|
prima
osservazione
|
ultima
osservazionme
|
|
|
90° - 97°
|
90°
- 97°
|
90° - 97°
|
|
75° - 90°
|
50°
|
90°
- 97°
|
|
3° - 10°
|
sotto 3°
|
50° - 75°
|
|
50° - 75°
|
25° - 50°
|
90° - 97°
|
|
50°
|
25° - 50°
|
75° - 90
|
|
3°
|
sotto 3°
|
|
|
25° - 50°
|
10° - 25°
|
|
|
(gruppo
sperimentale*; *gruppo di controllo) |
La Tab.23 riporta
il valore degli eritrociti, espressi in milioni per millimetro cubo di sangue,
dei bambini di entrambi i gruppi. Per il gruppo sperimentale sono riportati i
valori relativi alla prima ed all'ultima osservazione.
Tab.23
TASSO ERITROCITARIO
DEI BAMBINI OSSERVATI
(espresso in
milioni/mm3)
|
g.s.* |
g.s..* |
g.c.* |
|
prima
osservazione |
ultima
osservazione |
|
|
4.84
|
4.20
|
3.96
|
|
4.55
|
4.03
|
3.93
|
|
4.76
|
4.22
|
5.28
|
|
3.02
|
3.11
|
5.03
|
|
3.51
|
3.43
|
4.49
|
|
3.78
|
3.94
|
|
|
3.47
|
3.39
|
|
|
(gruppo
sperimentale*; *gruppo di controllo) |
La Tab.24 riporta,
invece, la conta dei leucociti dei bambini dei due gruppi osservati, espressa in
migliaia per millimetro cubo di sangue. Per i bambini del g.s. sono riportati i
valori relativi alla prima ed all'ultima osservazione effettuata.
Tab.24
TASSO LEUCOCITARIO
DEI BAMBINI OSSERVATI
(espresso in
migliaia/mm3)
|
g.s.* |
g.s.* |
g.c.* |
|
prima
osservazione |
ultima
osservazione |
|
|
7.90
|
5.50
|
8.70
|
|
6.40
|
8.10
|
9.00
|
|
10.60
|
11.10
|
11.50
|
|
6.20
|
5.30
|
5.00
|
|
6.10
|
5.00
|
7.40
|
|
4.90
|
3.00
|
|
|
5.50
|
8.30
|
|
|
(gruppo
sperimentale*; *gruppo di controllo) |
La Tab.25
evidenzia il tasso delle immunoglobuline del gruppo A (IgA) dei bambini dei due
gruppi, espresso in milligrammi per decilitro di sangue. Per i bambini del
gruppo sperimentale sono riportati i valori relativi alla prima ed all'ultima
osservazione.
Tab.25
TASSO DELLE IgA DEI
BAMBINI OSSERVATI
(espresso in
mg/dl)
|
g.s.* |
g.s.* |
g.c.* |
|
prima
osservazione |
ultima
osservazione |
|
|
23
|
31
|
97
|
|
214
|
175
|
128
|
|
748
|
666
|
33
|
|
188
|
109
|
81
|
|
197
|
204
|
84
|
|
===
|
57
|
|
|
145
|
156
|
|
|
(gruppo
sperimentale*; *gruppo di controllo) |
La Tab.26 riporta
i valori delle immunoglobuline del gruppo G (IgG) dei bambini dei due gruppi
osservati, espressi in milligrammi per decilitro di sangue. Per i bambini del
gruppo sperimentale sono riportati i valori della prima e dell'ultima
osservazione.
Tab.26
TASSO DELLE IgG DEI
BAMBINI OSSERVATI
(espresso in
mg/dl)
|
g.s.* |
g.s.* |
g.c.* |
|
prima
osservazione |
ultima
osservazione |
|
|
1830
|
1740
|
598
|
|
1930
|
1720
|
801
|
|
2010
|
1870
|
970
|
|
1320
|
1460
|
918
|
|
1110
|
1170
|
1030
|
|
===
|
985
|
|
|
1630
|
1380
|
|
|
(gruppo
sperimentale*; *gruppo di controllo) |
La Tab. 27 riporta
il tasso delle immunoglobuline del gruppo M (IgM) dei bambini dei due gruppi
osservati, espresso in milligrammi per decilitro di sangue. Per i bambini del
gruppo sperimentale sono riportati i tassi della prima e dell'ultima
osservazione.
Tab.27
TASSO DELLE IgM DEI
BAMBINI OSSERVATI
(espresso in
mg/dl)
|
g.s.* |
g.s.* |
g.c.* |
|
prima
osservazione |
ultima
osservazione |
|
|
211
|
256
|
98
|
|
52
|
60
|
146
|
|
1286
|
264
|
156
|
|
82
|
159
|
71
|
|
274
|
216
|
114
|
|
===
|
31
|
|
|
166
|
178
|
|
|
(gruppo
sperimentale*; *gruppo di controllo) |
Relativamente allo
sviluppo cognitivo, secondo i dati forniti dalle neuropsichiatre dell'equipe
sanitaria del Day Hospital, quattro soggetti del g.s. hanno presentato delle
disarmonie precisate in Tab.28.
Tab.28
DEFICIT DELLO SVILUPPO
COGNITIVO NEL GRUPPO SPERIMENTALE
(secondo il parere
medico)
|
ETA'
D'INSORGENZA |
EFFETTI |
|
|
|
|
3 anni
|
caduta scala motoria e
coordinamento
|
|
|
|
|
nellarco dello svilutto
(recuoero a 2 e 5 anni)
|
insufficienza mentale
lieve;
minori prestazioni scala motoria
|
|
|
|
|
dai 21 mesi
|
caduta scala del
linguaggio
|
|
|
|
|
nell'arco dello sviluppo
|
caduta scala del
linguaggio
|
Solo in uno dei
casi sopra elencati la causa è da fare risalire (secondo le neuropsichiatre) ad
un'encefalopatia da HIV. Quattro soggetti del g.c. hanno avuto uno sviluppo
armonico mentre uno ha manifestato una caduta della scala del linguaggio dai 12
ai 18 mesi, caratteristica considerata tipica delle infezioni da HIV.
Il Quoziente
d'Intelligenza, misurato sul Test della Figura Umana secondo il metodo della
Goodenough, ha dato per i due gruppi osservati i risultati riportati in Tab.29.
Tab.29
QUOZIENTE
D'INTELLIGENZA DEI BAMBINI OSSERVATI
|
g.s.* |
g.c.* |
|
97
|
70
|
|
81
|
109
|
|
70
|
101
|
|
71
|
102
|
|
94
|
101
|
|
71
|
|
|
84
|
|
|
(gruppo
sperimentale*; *gruppo di controllo) |
Inoltre è stato
possibile, sulla base dei racconti dei familiari e parzialmente dei bambini,
calcolare per sei soggetti del g.s. e quattro del g.c., l'età sociale facendo
uso della Scala Vineland di Maturità Sociale riportata in Tab.30, con accanto
l'età cronologica espressa in anni.
Tab.30
ETA' SOCIALE ED ETA'
CRONOLOGICA DEI BAMBINI OSSERVATI
|
ETA' g.s.* |
|
ETA' g.c.* |
|
SOCIALE* |
CRONOLOGICA** |
SOCIALE* |
CRONOLOGICA** |
|
8.25
|
7
|
|
|
|
7.8
|
6.9
|
5.2
|
3.5
|
|
4083
|
4.3
|
8.125
|
5.3
|
|
7
|
5.6
|
7
|
5
|
|
4.083
|
4.3
|
5.4
|
4
|
|
4.16
|
3.4
|
|
|
|
(*gruppo
sperimentale;*gruppo di controllo)
(*Scala Vineland;** espressa in anni) |
I RISULTATI
Il piccolo numero
di soggetti preso in osservazione non permette di ottenere molte informazioni
sulle frequenze con le quali essi manifestavano le singole emozioni.
Si è perciò
preferito lavorare sull'informazione maggiormente significativa data dalla
durata delle emozioni nei singoli soggetti, durata che implica (quando c'è)
anche la frequenza della manifestazione stessa. Nel gruppo sperimentale,
indicato di volta in volta con la sigla g.s., costituito da sette bambini, sono
state registrate le seguenti durate, espresse in secondi, di ogni singola
emozione sul totale delle osservazioni.
EMOZIONE INTERESSE
L'emozione si è
manifestata ampiamente nel g.s., fatto dimostrato da una durata di 42.00, 80.00,
103. 00, 177.00, 221.00, 227.00 e 640.00 secondi, con una media di 212.857
secondi (range: 598.00). E' stata manifestata complessivamente da ogni bambino.
EMOZIONE GIOIA
L'emozione si è
manifestata complessivamente solo in sei bambini: uno di essi non ha mai
manifestato la gioia. Gli altri hanno manifestato l'emozione con una durata
complessiva per ogni bambino di 8.00, 41.00, 142.00, 149.00, 460.00 e 892.00
secondi, con una media di 241.714 secondi (range: 892.00).
EMOZIONE SORPRESA
L'emozione è
stata manifestata complessivamente soltanto da tre bambini su sette e con una
durata molto bassa di 3.00, 5.00 e 9.00 secondi.
EMOZIONE TRISTEZZA
L'emozione è
stata manifestata da un bambino per 5.00 secondi, dagli altri per 14.00, 21.00,
27.00, 65.00 secondi; gli altri due bambini dei sette del gruppo per 185.00 e
188.00 secondi con una media di 72.143 secondi sul totale dell'amozione
tristezza manifestata durante tutte le osservazioni (range: 183.00).
EMOZIONE RABBIA
La rabbia è stata
manifestata da tre bambini su sette, ma nei tre soggetti che l'hanno manifestata
la durata complessiva è rilevante: 36.00, 112.00 e 140.00 secondi.
EMOZIONE PAURA
Solo un bambino ha
manifestato paura sul totale delle osservazioni e per un lasso di tempo molto
esiguo, solo 10.00 secondi.
EMOZIONE
VERGOGNA-TIMIDEZZA
Anche
quest'emozione è stata manifestata da pochi bambini, due su sette; mentre per
uno di essi la durata complessiva è stata di 5.00 secondi, per l'altro la
durata è stata di 79.00 secondi.
EMOZIONE DOLORE
Solo due bambini
hanno manifestato dolore sul totale delle osservazioni: un bambino per 7.00
secondi e l'altro per 26.00.
Il medesimo tipo
di calcoli è stato effettuato sul gruppo di controllo, indicato di seguito con
la sigla g.c., per poter evidenziare le differenze eventuali di durata nella
manifestazione delle emozioni nei due gruppi.
Le durate
complessive, espresse in secondi, delle singole emozioni sul totale delle
osservazioni del g.c., costituito da cinque bambini, sono riportate di seguito.
EMOZIONE INTERESSE
Tutti i bambini
del g.c. hanno manifestato questa emozione con durate di 10.00, 24.00, 84.00,
91.00 e 97.00 secondi, con una media di 61.20 secondi (range: 87.00).
EMOZIONE GIOIA
L'emozione è
stata manifestata, invece, da quattro bambini su cinque, con durate
significative: 26.00, 66.00, 156.00, 330.00 secondi complessivi.
EMOZIONE SORPRESA
Solo un bambino su
cinque ha manifestato questa emozione per 9.00 secondi complessivi.
EMOZIONE TRISTEZZA
Tre bambini su
cinque non hanno mai manifestato quest'emozione, mentre un bambino l'ha
manifestata con una durata di 5.00 secondi e l'altro con una durata complessiva
di 257.00 secondi.
EMOZIONE RABBIA
Quattro bambini
non hanno mai manifestato rabbia, mentre uno l'ha manifestata esiguamente, 2.00
se condi di durata complessiva.
EMOZIONE PAURA
Nessun bambino del
g.c. ha manifestato questa emozione.
EMOZIONE
VERGOGNA-TIMIDEZZA
Due bambini non
hanno manifestato l'emozione; un bambino l'ha manifestata con una durata
complessiva di 2.00 secondi; uno con una durata complessiva di 5.00 secondi e un
terzo con una durata complessiva di 23.00 secondi.
EMOZIONE DOLORE
Nessun bambino del
g.c. ha manifestato questa emozione.
Per entrare
maggiormente nel dettaglio delle osservazioni effettuate, in particolar modo sul
g.s., verrà di seguito presentata un'analisi delle durate delle singole
emozioni manifestate dai bambini di tale gruppo allo scopo di meglio specificare
il pattern emozionale dei soggetti durante le osservazioni (della durata di tre
minuti ciascuna) in presenza dei specificati stimoli. Verranno specificate le
durate, espresse in secondi, delle singole emozioni manifestate dal totale dei
soggetti.
STIMOLO 01:
ARRIVO
OSSERVATORE/PERSONA D'AFFIDO PRESENTE
L'emozione
interesse è stata manifestata da sei bambini su sette con una durata di 4.00,
5.00 (due soggetti), 11.00, 12.00 e 19.00 secondi.
La gioia è stata
manifestata da cinque bambini su sette con una durata di 1.00, 5.00, 12.00,
16.00 e 150 secondi.
La sorpresa è
stata manifestata da un solo bambino per 2.00 secondi.
Tre bambini su
sette hanno manifestato tristezza, rispettivamente per 3.00, 15.00 e 24.00
secondi.
La rabbia è stata
manifestata da due bambini su sette per 4.00 e 13.00 secondi; nessuno ha
manifestato paura; un bambino ha manifestato vergogna-timidezza per 38.00
secondi e un solo bambino ha manifestato dolore per 3.00 secondi.
STIMOLO 02:
OSSERVATORE
PRESENTE/PERSONA D'AFFIDO ASSENTE
Tutti i bambini
hanno manifestato interesse con una durata di 4.00, 5.00, 9.00, 14.00, 17.00,
21.00 e 45.00 secondi, 16.42 secondi di durata media (range: 41.00).
La gioia è stata
manifestata da cinque bambini su sette con una durata di 15.00, 19.00, 22.00,
35.00 e 120.00 secondi.
Nessun bambino ha
manifestato sorpresa; due bambini su sette hanno manifestato tristezza
rispettivamente per 5.00 e 9.00 secondi. Nessun bambino ha manifestato paura o
vergogna-timidezza mentre un bambino su sette ha manifestato dolore per 4.00
secondi.
STIMOLO 03:
OSSERVATORE
PRESENTE/PERSONA D'AFFIDO TORNATA
Due bambini non
hanno manifestato l'emozione interesse; un bambino l'ha manifestata
complessivamente per 5.00 secondi; due bambini per 11.00 secondi e gli altri due
per 12.00 e 18.00 secondi.
Tre bambini su
sette non hanno manifestato gioia e gli altri quattro l'hanno manifestata con
durate di 2.00, 11.00, 16.00 e 120.00 secondi.
Nessuno ha
manifestato sorpresa; quattro bambini su sette non hanno manifestato tristezza
mentre gli altri tre hanno manifestato quest'emozione per 3.00 (due soggetti) e
13.00 secondi. Cinque bambini non hanno manifestato rabbia e due l'hanno
manifestata per 5.00 e 22.00 secondi. Nessuno ha manifestato paura; due bambini
su sette hanno manifestato vergogna-timidezza per 5.00 e 22.00 secondi, mentre
nessun bambino ha manifestato dolore.
STIMOLO 04:
VISITA MEDICA
Un bambino non ha
manifestato interesse mentre gli altri sei hanno manifestato quest'emozione per
durate che vanno da 3.00, 7.00 a 8.00 secondi. Solo due bambini su sette hanno
manifestato gioia per 3.00 e 7.00 secondi. Nessuno ha manifestato sorpresa. La
tristezza è stata manifestata da quattro bam bini su sette con durate di 3.00,
7.00, 9.00 e 24.00 secondi. Due bambini su sette hanno manifestato rabbia, l'uno
per 3.00 secondi, l'altro per 29.00 secondi. Nessuno ha manifestato paura; un
bambino ha manifestato vergogna-timidezza per 5.00 secondi. Un solo bambino su
sette ha manifestato dolore per 7.00 secondi.
STIMOLO 05:
OSSERVAZIONE DEI
BAMBINI SENZA FLEBO
Cinque bambini su
sette hanno manifestato interesse con durate di 6.00, 15.00, 19.00 e 38.00
secondi. La gioia è stata manifestata anch'essa da cinque bambini con durate di
3.00, 6.00, 18.00, 120.00 e 180.00 secondi. Nessun bambino ha manifestato
sorpresa e solo un bambino ha manifestato tristezza per 3.00 secondi. Un bambino
su sette ha manifestato rabbia per 9.00 secondi; nessun ha manifestato paura; un
bambino ha manifestato vergogna-timidezza per 2.00 secondi e uno ha manifestato
dolore per 6.00 secondi.
STIMOLO 06:
MEDICAZIONE O
SOMMINISTRAZIONE DI FARMACI
Tre bambini su
sette hanno manifestato l'emozione interesse con durate di 3.00, 17.00 e 50.00
secondi. Nessun bambino ha manifestato gioia o sorpresa.Tre bambini su sette
hanno manifestato tristezza per 2.00, 53.00 e 180.00 secondi. Un solo bambino ha
manifestato rabbia per 6.00 secondi, così come un solo soggetto ha manifestato
paura per 10.00 secondi. Nessuno ha manifestato vergogna-timidezza mentre due
bambini hanno manifestato dolore per 6.00 e 7.00 secondi.
STIMOLO 07:
GIOCO SOLO - CON
FLEBO
Cinque bambini su
sette hanno manifestato l'emozione interesse con durate di 3.00, 8.00, 10.00,
13.00 e 18.00 secondi. Un solo bambino su sette ha manifestato gioia per 29.00
secondi; nessuno ha manifestato sorpresa. Tre bambini su sette hanno manifestato
tristezza per 5.00, 9.00 e 47.00 secondi. Due bambini hanno manifestato rabbia
per 6.00 e 18.00 secondi. Non si è osservata manifestazione di paura,
vergogna-timidezza o dolore.
STIMOLO 08:
GUIOCO CON PERSONA
D'AFFIDO - CON FLEBO
Un bambino su
sette non ha manifestato interesse, mentre gli altri sei hanno manifestato
quest'emozione con durate di 4.00, 5.00, 7.00, 10.00, 26.00 e 48.00 secondi. La
gioia è stata manifestata da quattro bambini su sette con durate di 3.00, 7.00,
8.00 e 32.00 secondi. Nessun bambino ha manifestato sorpresa. Due bambini hanno
manifestato tristezza per 3.00 e 23.00 secondi. La rabbia è stata manifestata
da tre bambini per 16.00, 17.00 e 18.00 secondi. Non è stata osservata la
manifestazione delle emozioni paura, vergogna-timidezza e dolore.
STIMOLO 09:
GIOCO CON
OSSERVATORE - CON FLEBO
Tutti i sette
bambini hanno manifestato l'emozione interesse con durate di 11.00, 13.00,
14.00, 20.00, 35.00 e 39.00 secondi mentre un bambino ha avuto una durata di
manifestazione dell'emozione di 120 secondi (range: 109.00). Cinque bambini su
sette hanno manifestato gioia con durate di 2.00, 8.00, 11.00, 34.00 e 52.00
secondi. Un bambino ha manifestato sorpresa per 3.00 secondi; un bambino su
sette ha manifestato tristezza per 10.00 secondi; due bambini su sette hanno
manifestato rabbia per 3.00 e 15.00 secondi. Non è stata osservata
manifestazione delle emozioni paura, vergogna-timidezza e dolore.
STIMOLO 10:
GIOCO SOLO - SENZA
FLEBO
Sei bambini su
sette hanno manifestato interesse con durate di 4.00, 6.00, 8.00, 17.00, 40.00 e
46.00 secondi. Quattro bambini su sette hanno manifestato gioia con durate di
12.00, 14.00, 56.00 e 150.00 secondi. Non è stata osservata la manifestazione
della sorpresa, mentre un solo bambino ha manifestato tristezza per 30.00
secondi. Due bambini su sette hanno manifestato rabbia rispettivamente per 5.00
e 7.00 secondi.
Non sono state
osservate manifestazioni di paura, vergogna-timidezza e dolore.
STIMOLO 11:
GIOCO CON PERSONA
D'AFFIDO - SENZA FLEBO
Cinque bambini su
sette hanno manifestato l'emozione interesse con durate di 7.00, 8.00, 35.00,
36.00 e 58.00 secondi. Sempre cinque bambini su sette hanno manifestato gioia
con durate di 3.00, 10.00, 30.00, 50.00 e 54.00 secondi. Un solo bambino ha
manifestato sorpresa per 5.00 secondi e sempre un solo bambino ha manifestato
tristezza per 14.00 secondi. Due bambini hanno manifestato rabbia per 12.00 e
29.00 secondi. Non sono state osservate manifestazioni di emozioni come paura,
vergogna-timidezza e dolore.
STIMOLO 12:
GIOCO CON
OSSERVATORE - SENZA FLEBO
Tutti i sette
bambini del g.s. hanno manifestato l'emozione interesse con durate di 16.00,
19.00, 39.00, 59.00 e 60.00 secondi e con una punta di 180 secondi osservata in
un bambino. Quattro bambini hanno manifestato gioia per 7.00, 29.00, 90.00 e
120.00 secondi. Nessun bambino ha manifestato sorpresa; un solo bambino ha
manifestato tristezza per 3.00 secondi; due bambini su sette hanno manifestato
rabbia per 5.00 e 22.00 secondi. Non sono state osservate manifestazioni di
emozioni quali paura, vergogna-timidezza e dolore.
Per le diverse
modalità di frequenza dei reparti del gruppo di controllo, g.c., il numero
delle situazioni-stimolo osservate sui cinque bambini che lo costituiscono è
inferiore a quello osservato sui bambini del g.s. appena descritte. Il pattern
emozionale manifestato dai bambini del g.c. è di seguito descritto per ogni
osservazione-stimolo effettuata.
|